13 - 20 - 27 - 31 marzo 2003 Ciclo di tavole rotonde
13 marzo 2003 - I presupposti Il primo incontro, avente per oggetto "I presupposti", è rivolto a cercar di chiarire, anche come premessa agli approfondimenti a cui saranno chiamati gli altri momenti del ciclo di tavole rotonde: a) il quadro politico ed economico entro il quale (a partire dal 1990, soprattutto per quanto riguarda il quadro politico) si sono mosse le tensioni e sviluppati i gravi squilibri nella situazione in primo luogo del Medio Oriente ma in realtà di tutto il contesto mondiale; b) il contesto giuridico internazionale, europeo e italiano, entro le cui coordinate si dovrebbero mantenere le relazioni internazionali e in particolar modo il ruolo internazionale del nostro Paese; c) i principali aspetti culturali e sociali coinvolti nel rapporto tra Oriente e Occidente, con speciale riferimento al mondo islamico
20 marzo 2003 - Cultura e società italiana di fronte agli scenari di guerra La prospettiva di un conflitto con l'Iraq che coinvolga gli Stati Uniti e taluni paesi europei ha un grosso impatto sulla società e sulla coscienza civile degli italiani. E' palese che la reazione dell'opinione pubblica è marcatamente diversa rispetto a quella suscitata dall'aggressione irachena al Kwait nel 1990. Allora il dibattito ruotò attorno al tema della guerra giusta e della guerra ingiusta. In linea con quanto sostenuto da Norberto Bobbio, gran parte dell'opinione pubblica ritenne che la restaurazione del diritto internazionale fosse un atto dovuto. Il mandato dell'ONU fu chiaro e definito in questo senso. Oggi lo scenario è ambiguo. La guerra possibile si configura come una guerra preventiva, anche se condizionata dalla pericolosità del regime iracheno e dalle sue possibile connessioni con il terrorismo fondamentalista. La discussione affronta i temi connessi analizzando le reazioni della società politica e dell'opinione pubblica italiana oltre che i possibili effetti economici e sociali del conflitto.
27 marzo 2003 - L'impatto internazionale: UE, NATO e ONU L'incontro del 27 marzo sarà dedicato all'esame delle principali istituzioni internazionali, cioè le Nazioni Unite, l'Unione europea e la Nato. Di queste verranno presi in considerazioni gli aspetti costitutivi e la rispettiva capacità di risposta nei momenti di crisi. Esiste un ordinamento internazionale? Quali ne sono i principi di fondo; sino a che punto ONU e ordinamento internazionale coincidono? quale è il ruolo delle Nazioni Unite rispetto al mantenimento della pace nel mondo e alla gestione dei conflitti? L'Unione europea sta acquistando una struttura istituzionale più definita. Quali possono essere le scelte che la caratterizzeranno in futuro? Come si prospetta la situazione futura, tenute presenti le attuali divisioni interne al mondo europeo? E la NATO ha ancora un ruolo da svolgere o la fine della guerra fredda ne ha eliminato la ragion d'essere? Oppure, le decisioni assunte dal Consiglio Nato nel 1999 danno alla Nato la funzione di braccio militare di una politica. Ma di quale politica?
31 marzo 2003 - Gli scenari: come vincere la pace Indipendentemente dallo svolgimento o meno di una guerra contro Saddam Hussein,si può vincere la pace abbandonando in primo luogo lo schema manicheo proposto dai fondamentalismi. Non esiste un fronte del bene contro il male, anche perché chi minaccia lo fa per vendicare o rimediare a gravi torti ricevuti sul piano politico- religioso-sociale. La democrazia stessa è il punto di arrivo di una evoluzione lenta e difficile e non è raggiungibile con un colpo di mano esterno.Ci si pone una domanda:vi è una possibile collaborazione tra cristianesimo e islam ed a quali condizioni? Ci sono dei sistemi più realistici per disinnescare situazioni esplosive come la questione ebraico-palestinese, quella curda; favorire l' evoluzione in senso moderato dell'Iran?
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